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Disorienting Phenomenology: Queer Space and Trans Life

Disorienting Phenomenology prende come punto di partenza il trans mondano: incontri ordinari come entrare in un bagno pubblico, muoversi attraverso la sicurezza aeroportuale, navigare negli spazi professionali. Questi incontri, a volte percepiti come fonte di disagio, scatenano urgenti questioni filosofiche su spazio, incarnazione, percezione, potere e violenza. Osservando attentamente il modo in cui le persone trans vivono la vita quotidiana, Eden Kinkaid ci dimostra che lo spazio non è mai neutrale, ma viene percepito, negoziato e contestato a livello del corpo, plasmando le capacità, la sicurezza e il senso di sé di una persona.

Intrecciando filosofia, studi queer e trans, geografia e narrazione personale, Kinkaid sviluppa una teoria intersezionale dello spazio fondata sull'esperienza vissuta. Riuniscono le teorie spaziali fondamentali di Henri Lefebvre con fenomenologie critiche di genere, razza e disabilità per dimostrare come i sistemi di oppressione siano integrati negli ambienti in cui viviamo, configurando il movimento e limitando le possibilità per le persone appartenenti a minoranze. Audace e interdisciplinare, la fenomenologia disorientante offre strumenti concettuali essenziali per comprendere e trasformare i mondi in cui ci muoviamo ogni giorno.

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