Pubblicazioni

Pubblicazione Report ISTAT sui Centri Antiviolenza 2024

L’ISTAT ha pubblicato i dati aggiornati al 2024 sui Centri Antiviolenza (CAV) e sulle donne che hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza. I numeri restituiscono una fotografia significativa del sistema antiviolenza italiano.

Al seguente link è possibile leggere il comunicato stampa e tutti i documenti allegati.

Di seguito i principali risultati:

  • Sostanzialmente stabile, rispetto all’anno precedente, il numero dei CAV. Sono 409 i CAV attivi nel 2024, +1,2% rispetto al 2023 e +45,6% rispetto al 2017 (anno della prima Indagine), quando erano 281.
  • I CAV che hanno risposto all’indagine sono 364, con un tasso di risposta stabile rispetto al 2023. 
  • Sono 193 i CAV che operano anche attraverso sportelli territoriali, oltre la metà (53%) dei CAV rispondenti.
  • 6.994 le lavoratrici che sostengono le attività dei CAV. In calo il peso dell’apporto volontario (48,5%), che nel 2017 era del 56,1%.
  • Si sono rivolte ai CAV 61.370 donne, in media 169 donne per CAV, con valori più alti nel Nord-ovest (241) e nel Nord-est (238) e più bassi nel Sud (72).
  • Nel 94,8% dei CAV vengono applicati strumenti e metodologie per la valutazione del rischio, valore in miglioramento nel tempo. Nel 2017 era pari all’82,2%.
  • Sono poco più di 36.400 le donne che hanno affrontato nel 2024 il loro percorso di uscita dalla violenza con l’aiuto dei Centri antiviolenza.
  • Il 39,7% delle donne (circa 14.450) ha indicato di avere subìto violenza economica, come per esempio l’impossibilità di usare il proprio reddito o di conoscere l’ammontare del denaro disponibile in famiglia; in altri casi invece le donne sono escluse dalle decisioni su come gestire il denaro familiare.
  • Elevatissimo il numero di figli che assistono alla violenza subita dalla propria madre (79,2% delle vittime che hanno figli). Nel 24,7% dei casi, i figli stessi delle vittime subiscono violenza da parte del maltrattante.
  • Solo il 18,7% dei provvedimenti di allontanamento o divieti di avvicinamento e/o di ammonimento sono stati ottenuti entro 7 giorni, un ulteriore 20,2% tra gli 8 e i 14 giorni, un dato stabile nel tempo. La quota restante ha richiesto un tempo maggiore che nel 12,3% dei casi ha superato i due mesi.
  • Aumenta nel tempo il numero di donne con disabilità che si rivolgono ai CAV. Erano circa 1.150 nel 2020 e arrivano a più di 2.800 nel 2024, con un incremento del 145%. 
  • Rispetto al totale delle donne, per quelle con disabilità si osserva una percentuale maggiore di violenze perpetrate da un altro familiare o parente (16,7% contro il 10,7% del totale delle donne) e di quelle subite fuori dall’ambito familiare e di coppia (14,5% contro il 9,7%).
  • Sono poco più di 9.800 le donne straniere, mediamente molto più giovani delle italiane, che nel corso del 2024 stanno facendo un percorso di uscita della violenza.
  • Le straniere sono più di frequente vittime di violenze fisiche e sessuali.
  • La strada per raggiungere gli obiettivi del percorso di uscita dalla violenza è più impervia se le donne non sono economicamente autonome e se non hanno una rete familiare o amicale di supporto.
  • Al contrario, le donne sono facilitate a realizzare gli obiettivi del percorso di uscita dalla violenza se non hanno figli o se i figli non sono coinvolti nella violenza, se la durata della violenza è più breve e meno grave e soprattutto se hanno una continuità di percorso con i CAV che dura da più anni.